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Festività del ramadan in cosa consiste

La festività del Ramadan è famosa per oltre un miliardo e mezzo di persone, molti però non sanno effettivamente cosa sia e come funziona e hanno credenze del tutto sbagliate sulla tradizione e sulle regole da seguire.

Iniziamo col dire che il Ramadan è il nono mese del calendario islamico ed ha una durata di 29 o 30 giorni, il numero è variabile a seconda dell’osservazione della prima falce di luna nuova.

Il calendario islamico è un calendario lunare, l’anno zero è il 622 d.C, anno in cui Maometto e i primi musulmani si trasferirono dalla città di Mecca a Medina, ha una durata di circa 10 giorni in meno rispetto al calendario solare gregoriano utilizzano in quasi tutto il mondo. Per i musulmani l’anno in corso è il 1438.

La festività del Ramadan 2017 è iniziata il 27 maggio, anche se nel calendario islamico è previsto che la festività inizi al tramonto del giorno prima, per cui il 26 maggio.

Stando alla tradizione islamica, i primi versi del Corano furono rivelati a Maometto durante il Ramadan, nella notte di Laylat al Qadr, in questa notte, si crede che Dio perdoni ogni peccato ed esaudisca i desideri, ma non sapendo con certezza quale sia la notte precisa, i fedeli passano tutte le notti dispari degli ultimi dieci giorni del mese a pregare.

Il digiuno che avviene durante il Ramadan, viene spesso indicato come astinenza dal cibo, ma in realtà è molto di più, bisogna attuare alcuni comportamenti che portano all’astenersi anche dal bere, dal mentire, dal fumare, da usare un linguaggio scurrile, da avere rapporti sessuali e dal fare guerra.

In quei giorni è possibile fare beneficenza, leggere il Corano e passare molto tempo a meditare; il digiuno inizia all’alba e termina al tramonto, per cui non è possibile mangiare nulla durante il giorno, è obbligatorio per tutti i fedeli che sono in grado di sostenerlo, mentre possono evitarlo anziani, bambini, malati, donne incinte, viaggiatori, donne in allattamento o mestruate.

Nel caso non si riesca a digiunare è possibile recuperare i digiuni durante l’anno, oppure, donare un pasto a un povero a ogni giorno che non si è rispettato il digiuno.

Digiunare aiuta a purificarsi e disciplinarsi, i musulmani in questo modo imparano ad avere pieno controllo dei propri istinti, diventano padroni di se stessi e sono più vicini a Dio.

Al termine del digiuno, dopo aver eseguito una preghieria, solitamente si mangia qualche dattero o si beve dell’acqua come faceva Maometto e poi si fa un bel pasto abbondante.

Infine, l’ultimo giorno di digiuno si fa festa, questa viene chiamata Eid ul Fitr, i festeggiamenti iniziano quando sorge la luna nuova, i fedeli indossano i vestiti migliori, prendono parte a processioni, si scambiano regali, stanno con la propria famiglia, mangiano pasti molto abbondanti e si fanno gli auguri di Buon Eid, inoltre, molti donano dei soldi in beneficenza ai più poveri, per essere sicuri che anche loro siano in grado di festeggiare l’evento.

fonte@veb.it

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